Digestione, colesterolo e non solo
june 2010
IL FEGATO DOPO LE FESTE
Dopo le feste, con il contorno quasi inevitabile di eccessi alimentari, è opportuno ritornare ad occuparsi del fegato. Che ha dovuto lavorare molto per elaborare e smaltire l'eccesso calorico, di grassi e di proteine (e quindi anche di scorie metaboliche) che l'inizio del nuovo anno porta con sé. Le difficoltà del fegato si manifestano in vari modi: con l'aggravarsi di disordini digestivi (fermentazioni eccessive, acidità di stomaco, una fastidiosa patina bianco-grigiastra stesa sulla lingua, uno sgradevole sapore avvertito in bocca al risveglio, ecc.), con la fioritura di bollicine erpetiche sulle labbra, ma anche con la comparsa di una fastidiosa cistite oppure con una maggiore sensibilità alle patologie stagionali. Compresa l'influenza, che in questo e nel prossimo mese tenterà ancora una volta di metterci a letto per una decina di giorni. Cosa possiamo fare? Prima di tutto è opportuno ridurre la quantità di cibo consumato giornalmente. In altre parole, fate qualche piccolo digiuno, consumando per un pasto o per una o più giornate intere solo frutta fresca e qualche infuso caldo come camomilla, melissa, tiglio, finocchio. Si tratta poi di aumentare il consumo di verdure crude, magari rinunciando per qualche tempo a quelle cotte.
Una dieta disintossicante prevede poi la netta riduzione dei cibi proteici animali (carne, pesce, formaggi e uova) a favore di qualche piatto di legumi e di modeste quantità di semi oleosi (mandorle, nocciole, noci).


IN PRIMO PIANO - I sali basici

Gli eccessi alimentari determinano sempre una notevole acidosi sanguigna. Questa condizione va corretta prontamente perché può modificare lo stato di salute dell'organismo e favorire la comparsa di disturbi lievi (acidità di stomaco, occhiaie scure, cattivi sapori in bocca...), ma anche di patologie più importanti come infiammazioni delle vie respiratorie, cistiti, mal di testa, osteoporosi, ecc. Occorre aumentare il consumo di alimenti alcalinizzanti come la frutta fresca e le verdure crude, i germogli di cereali o di legumi, gli oli spremuti a freddo. Ma anche assumere per qualche tempo sali basici che rendono più rapido il riequilibrio metabolico.


Dott. Paolo Pigozzi

june 2010
DELLE PROSSIME FESTE
In vista delle prossime festività e dei più o meno importanti eccessi alimentari che caratterizzeranno per circa un mese i nostri pasti, è opportuna qualche raccomandazione per far sì che delle feste rimangano solo i buoni ricordi.
Consumate ogni giorno un po' di verdure crude e qualche frutto di stagione. Moderate l'uso del caffè. Se consumate il vino, bevete non più di un bicchiere di rosso al giorno.
Anche se la stagione è fredda, cercate di camminare per 15-20 minuti ogni giorno.
Per affrontare gli eventuali disturbi provocati da un pasto troppo ricco evitate l'uso di farmaci. Sperimentate invece le notevoli possibilità offerte da alcune piante come il carciofo, la menta e il finocchio. Vivete gioiosamente e intensamente le prossime settimane con le persone che vi sono care, non dimenticatevi di chi ha voglia di parlare ma non trova chi lo ascolti e trovate anche un po' di tempo per voi.


LA CATTIVA DIGESTIONE
Almeno il 20-40% degli italiani soffre di disturbi digestivi. Nella maggioranza dei casi la responsabilità è delle abitudini dietetiche da correggere e in uno stile di vita stressante.
Per quanto riguarda la dieta, voglio ricordare che la prima responsabilità è della fretta nel mangiare. Che si traduce facilmente in una masticazione insufficiente.
La masticazione, oltre a consentirci di triturare adeguatamente il cibo e di mescolarlo con la saliva, dà tranquillità, riduce lo stress e consente di apprezzare la qualità del cibo che si sta mangiando. E' inoltre indispensabile semplificare la struttura dei pasti, combinando correttamente gli alimenti.
Da evitare, in particolare:
l'associazione di cibi proteici con cibi amidacei: pasta, riso, orzo... con carne, pesce, uova e, in misura più limitata, formaggi;
l'associazione di cibi proteici diversi: nello stesso pasto fagioli e formaggio, uova e carne o, ancora, carne e formaggio...;
l'associazione di dolci e frutta sia con cibi amidacei che con cibi proteici: si tratta in pratica dell'abitudine di concludere il pasto consumando dolci e/o frutta.
Anche lo stress ha un ruolo fondamentale nell'origine di questi disturbi: la funzione digestiva è grandemente influenzata anche da quel nutrimento dello spirito costituito dagli affetti, dai sentimenti, dalle emozioni... Che, a volte, non sono facili da digerire.

Le piante amiche della digestione
Carciofo: accompagna e sostiene l'intervento del fegato nel processo digestivo.
Zenzero: aumenta la secrezione della bile e migliora quindi la digestione degli alimenti ricchi di grassi. Protegge il fegato e la mucosa dello stomaco dalle sostanze tossiche e dalle irritazioni. Favorisce la secrezione di saliva e attiva i fisiologici movimenti dell'intestino.
Condurango: gli estratti di corteccia riducono gli spasmi gastrici e stimolano l'appetito. Ha anche buone proprietà cicatrizzanti che si rivelano utili nella gastrite e nell'ulcera dello stomaco.
Genziana: stimola l'appetito e migliora i processi digestivi.
Finocchio: eccellente in tutti i casi di meteorismo, nelle digestioni lente, in caso di stitichezza, per la nausea e il vomito.
Menta: è preziosa in presenza di indigestioni, pesantezza di stomaco, fermentazioni intestinali eccessive, colite spastica, nausea, alitosi. La menta stimola l'appetito e aumenta la secrezione di bile, migliorando così la digestione dei grassi.


Dott. Paolo Pigozzi

june 2010
LA PRIMA COLAZIONE È UN PASTO IMPORTANTE
All'inizio della giornata è opportuno consumare circa un quarto della razione calorica giornaliera (cioè circa 400-500 calorie), assumendo prevalentemente alimenti che contengono carboidrati complessi, cioè pane e biscotti integrali, fiocchi di cereali, torte caserecce. Dovrebbero trovare spazio nella prima colazione anche alimenti dolci, ma sani, come uvetta, fichi secchi, datteri. Sono indispensabili anche noci, mandorle, nocciole (oppure un cucchiaio di olio di cartamo e di lino spremuti a freddo) per fornire all'organismo preziosi acidi grassi polinsaturi omega-3. Qualche volta, tuttavia, la bocca impastata al risveglio e l'alito cattivo dovrebbero consigliare una prima colazione più semplice, ad esempio esclusivamente basata su frutta fresca.
Seguendo il proprio gusto e le proprie inclinazioni è anche possibile orientarsi verso una prima colazione salata, consumando torte di verdura, schiacciatine al rosmarino, pane spalmato con paté di olive o di carciofi, tranci di pizza con pomodoro e olive...
La prima colazione può quindi essere un pasto molto diversificato, in relazione al variare dei gusti e delle esigenze individuali.
Se avete figli e pensate che l'educazione ad una buona alimentazione debba far parte del vostro progetto educativo, al mattino sedetevi a tavola e mangiate con loro.
Non siate impazienti e prendetevi il tempo necessario: la fretta è l'ostacolo principale ad una buona e soddisfacente prima colazione.


IN PRIMO PIANO - Il muesli svizzero

La tipica colazione dei contadini svizzeri, il muesli di fiocchi d'avena, molto energetica e digeribile, fu proposta ai suoi pazienti dal dottor Maximilian Otto Bircher (1867-1939) come alimento indispensabile per recuperare la salute. Bircher era un medico svizzero innamorato della natura. Egli decise di curare impiegando esclusivamente i mezzi che la natura stessa gli metteva a disposizione: l'aria pulita, il sole, l'acqua fresca e, infine, gli alimenti (prevalentemente vegetali) ancora in possesso di tutta la loro vitalità. Nelle sue diete, il dottor Bircher dava largo spazio alle verdure crude, ai succhi di frutta freschi, ai cereali germogliati, ai formaggi non stagionati e ai fiocchi di cereali.
La sua ricetta del muesli comprende i fiocchi di avena, la mela, le nocciole, il germe di grano, l'uvetta. Secondo il dottor Bircher, il muesli è un alimento adatto a tutti, ma indispensabile per i ragazzi che devono crescere.


Dott. Paolo Pigozzi

june 2010
DORMIRE POCO AUMENTA IL RISCHIO DI IPERTENSIONE ARTERIOSA
Dormire sistematicamente meno di sei ore per notte aumenta il rischio di ipertensione. E' stato dimostrato (in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Hypertension online del 3 aprile 2006) che la privazione del sonno in soggetti sani aumenta rapidamente la pressione arteriosa e l'attività del sistema nervoso simpatico (quella parte del sistema nervoso autonomo che lavora molto durante le condizioni di stress). La scarsità di sonno per periodi prolungati potrebbe portare (mediante il mantenimento della pressione arteriosa elevata durante le 24 ore, l'aumento della frequenza cardiaca, l'elevata attività del sistema nervoso simpatico e l'aumento della ritenzione di sali) a modificazioni nella struttura dei vasi sanguigni arteriosi e all'abitudine per il sistema cardiovascolare a lavorare con un regime pressorio elevato. Si capisce bene come tutto questo possa favorire nel tempo la degenerazione arteriosclerotica dei vasi sanguigni e la dilatazione del muscolo cardiaco. L'aumento della quantità e della qualità del sonno potrebbe dunque essere un trattamento e una misura preventiva di primaria importanza per l'ipertensione.
 

COME AIUTARE UNA PERSONA CHE DORME POCO?
È importante offrire un aiuto efficace a chi non riesce a riposare bene, anche perché una persona che dorme poco è spesso irritabile, impaziente, pessimista e frequentemente dice di essere stanca e stressata. Si trova quindi in una condizione che rende di fatto difficile curare giornalmente il proprio benessere come, ad esempio, adottando una dieta adeguata o praticando regolarmente una po' di attività fisica. Chi dorme poco o male non riesce, per motivi evidenti, ad avere quella continuità necessaria che rende queste semplici abitudini effettivamente vantaggiose per la propria persona.

A questo proposito, alcune piante e un minerale sono di grande aiuto:
 
  • Il biancospino riduce la pressione arteriosa, regola il battito cardiaco e riduce lo stress.
  • Il ginkgo protegge i piccoli vasi sanguigni e si rivela prezioso per l'efficienza della circolazione cerebrale.
  • La melissa è la pianta antistress per eccellenza. Favorisce la distensione e la serenità e migliora i disturbi della digestione, specialmente se causati dall'alterazione dello stato emotivo.
  • La passiflora ha eccellenti proprietà sedative ed è utilissima nei disturbi del sonno, specialmente se accompagnati da ansia e palpitazioni cardiache.
  •  Il magnesio migliora il tono dell'umore e combatte lo stress.

Dott. Paolo Pigozzi