Pelle unghie e capelli
june 2010
QUANDO I CAPELLI CADONO
La crescita e la buona salute dei capelli sono influenzati da molteplici fattori: la menopausa, la carenza di ferro, una malnutrizione proteica, la mancanza di vitamine, la depressione, l'eccesso di fumo e di alcol, l'inquinamento ambientale di origine industriale e generato dal traffico, i trattamenti troppo violenti (decolorazioni, colorazioni, acconciature permanenti, lavaggi frequenti, shampoo aggressivi). Che fare, quando i capelli si indeboliscono e cadono? Prima di tutto pensate all'alimentazione.

  • La vitamina A mantiene l'integrità anatomica e funzionale della pelle e degli annessi cutanei. I caroteni (sostanze che poi l'organismo trasformerà in vitamina A) si trovano in polline, spinaci, carote, broc- coli, zucca, albicocche, pomodori, prugne secche.
  • La vitamina B6 previene la caduta dei capelli. Si trova in lievito di birra, polline, frumento e cereali integrali, patate, cavoli, tuorlo d'uovo, funghi, latte, legumi freschi.
  • La vitamina C protegge il funzionamento di tutte le cellule. E' contenuta nei vegetali freschi (peperoni, prezzemolo, cavoli, rape, limoni, spinaci, fragole...), ma soprattutto nelle bacche come l'acerola e i frutti di bosco (mirtilli, ribes...).
  • Il ferro facilita il trasporto dell'energia all'interno delle cellule. Le fonti principali sono i frutti di bosco (mirtilli), i legumi, i cereali integrali, il polline, le verdure verdi a foglia. La contemporanea assunzione di vitamina C migliora l'assimilazione intestinale di questo minerale.
  • Gli aminoacidi solforati danno resistenza ai capelli. Le fonti più abbondanti sono il miglio, l'uovo, l'avena e i legumi.

Dott. Paolo Pigozzi
june 2010
L'HERPES LABIALE
Le classiche e conosciute vescichette ripiene di liquido si manifestano attorno alla bocca e, dopo qualche giorno, si rompono trasformandosi in piccole croste simili all'impetigine. Il virus, dopo il momento del contagio, rimane localizzato nel sistema nervoso, pronto a mostrarsi nuovamente in momenti precisi, quando l'organismo e il sistema immunitario non sono nel pieno possesso della loro efficienza, come dopo un'influenza, in seguito a intensi sforzi fisici o ad una emozione, dopo una indigestione, durante o dopo una cura con farmaci, dopo una giornata passata all'aria aperta e al sole. L'alimentazione dovrebbe comprendere, specialmente nelle occasioni più “a rischio”, alimenti come l'aglio, l'arancia, il germe di grano, il lievito di birra, il polline e l'uva. A proposito di uva, sembra che applicazioni locali, ripetute durante la giornata, di qualche goccia di vino rosso corposo o, meglio ancora, di un po' del fondo che rimane nella bottiglia (probabilmente per la ricchezza di polifenoli, sostanze antiinfiammatorie e antiossidanti contenute specialmente nella buccia) riducano decisamente l'infiammazione e tolgano prontamente il dolore.


La buccia dell'uva rossa
Nella buccia degli acini dell'uva rossa sono contenute diverse sostanze biologicamente attive. La loro presenza nella dieta contrasta l'invecchiamento delle cellule tanto che una dieta ricca di queste sostanze riduce l'incidenza di demenza senile e di malattia di Alzheimer. Gli estratti di buccia di uva rossa, per gli stessi motivi, prevengono la malattia cardiovascolare e quindi sono utili per tenere lontano l'infarto, per ridurre il colesterolo, per evitare la formazione dei trombi e per proteggere i vasi sanguigni.


Dott. Paolo Pigozzi

june 2010
L'ASSUNZIONE DI ANTIOSSIDANTI NATURALI CON LA DIETA PROTEGGE LA PELLE COME UNA CREMA SOLARE CON FATTORE DI PROTEZIONE 4
Sappiamo da tempo che l'eccessiva esposizione alla luce solare è responsabile dell'invecchiamento della pelle, dell'alterazione del patrimonio genetico delle cellule cutanee, di un aumento generalizzato dei fenomeni ossidativi e anche di un incremento della frequenza dei tumori della pelle. Tuttavia, non bisogna dimenticare che se una esposizione eccessiva alla luce solare è fonte di seri problemi, anche una prudenza esagerata può causare alcune patologie.
Noi siamo fatti per vivere in un ambiente illuminato dalla luce del sole. L'energia solare infatti regola il ritmo sonno-veglia, rende ottimale l'equilibrio ormonale maschile e femminile, riduce il colesterolo nel sangue, migliora l'umore, esalta le prestazioni del sistema immunitario, produce la vitamina D e rafforza le ossa e i denti, migliora il nutrimento della pelle e previene la formazione dei foruncoli, contrasta il deterioramento della funzione visiva, favorisce la crescita e lo sviluppo corporeo, riduce globalmente il rischio di tumori.
Certo, una esposizione improvvisa ai raggi solari dopo i molti mesi passati all'interno degli edifici procura sicuramente più guai che vantaggi. In questione però non è tanto la luce solare, ma il nostro stile di vita, il modo scorretto (“o tutto o niente”) di utilizzare questa potentissima e benefica fonte energetica e anche, non dimentichiamolo, la carenza nutrizionale di fattori protettivi e antiossidanti. Un organismo alimentato prevalentemente con cereali raffinati, prodotti conservati, dolciumi, patatine, gelati e bevande gassate non è certamente in grado di trarre vantaggio dall'incontro con la luce solare. Mentre i fattori protettivi (tra i principali: vitamina A e caroteni, vitamina C, Vitamina E, selenio) contenuti negli alimenti di qualità e negli integratori naturali prevengono i danni provocati dai raggi ultravioletti. E' stato calcolato (e pubblicato sulla rivista dei dermatologi inglesi) che consumare giornalmente cibi ricchi degli antiossidanti appena citati equivale a spalmarsi la pelle con una crema solare con fattore di protezione 4. E' evidente quindi che non si può parlare di danni provocati dal sole senza considerare lo stile di vita e le abitudini alimentari.
La vitamina A sotto forma di carotene è contenuta in abbondanza in molti vegetali estivi (carote, albicocche, pomodori, spinaci, prezzemolo...).
La vitamina C si trova nella frutta e nelle verdure, a patto che siano fresche e poco manipolate, ma alcune bacche come l'acerola e la rosa canina ne sono particolarmente ricche. Tenete presente che i fabbisogni giornalieri aumentano notevolmente durante l'esposizione al sole.
La vitamina E si trova in grande quantità nelle mandorle, nelle nocciole, nel germe di grano, negli oli vegetali di lino e di cartamo spremuti a freddo.
Il fabbisogno giornaliero minimo di selenio è di 55-60 microgrammi. La dieta ne fornisce mediamente dai 20 ai 45 microgrammi. Nel periodo estivo è dunque opportuna una integrazione.


Dott. Paolo Pigozzi